Aule · Reparti · Sale

Dove porto questo lavoro

Un reparto alle sette del mattino e una sala di imprenditrici alle sei di sera non si somigliano in nulla. La domanda che mi arriva è la stessa: come si resta lucidi quando il carico è alto.

Dove qualcuno si prende cura di qualcun altro

Due giornate con operatori sanitari, caregiver e personale amministrativo. Otto ore in cui la parola motivazione non è mai comparsa.

Si parte dal turno, non dalla teoria. Cosa succede al corpo quando entri in una stanza dove qualcuno sta male o è aggressivo, e cosa puoi farne nei quaranta secondi che hai prima di parlare. Il respiro come strumento operativo, non come consiglio. La de-escalation come sequenza, non come attitudine. Le simulazioni le costruiscono i partecipanti sui casi della settimana prima, perché gli scenari da manuale non somigliano a niente di reale.

C'è una ragione fisiologica per cui funziona, ed è la parte che di solito sorprende: bastano un paio di minuti perché lo stato di chi entra si trasferisca a chi è già nella stanza, senza che venga detta una parola. Un operatore in allerta porta allerta. È biologia, quindi è allenabile.

Lo stesso lavoro l'ho portato al Forum Non Autosufficienza, a Bari e a Milano, e al TechCare Expo di Rimini — una fiera dove tutti parlavano di tecnologia e io sono salita a parlare di chi la usa. Il contenuto di quell'intervento è qui.

"Quella stanza ti sente arrivare. Prima che tu arrivi."

Dove si formano le professioni

Alla LUMSA Human Academy insegno nel corso di alta formazione per amministratori di sostegno: comunicazione nei contesti di tutela, regolazione emotiva per chi rappresenta gli interessi di un'altra persona.

Il corso è accreditato dal Consiglio Nazionale Forense e dall'Ordine degli assistenti sociali. Lo scrivo per una ragione sola, e non è il timbro: chi siede in quelle aule prende decisioni sulla vita di persone che non possono prenderle da sé. Lo stato interno di chi decide non è un tema di benessere personale. Lì diventa una questione di tutela.

Davanti a chi fa impresa

A Cellino San Marco, nel percorso Il Coraggio di Essere di Impresa Donna Confesercenti, in sala c'erano imprenditrici e professioniste che guidano attività proprie. Il tema, lì, si sposta: non come reggere il carico, ma perché il riconoscimento non arriva in proporzione al lavoro fatto.

La risposta è meno consolatoria di quanto ci si aspetti. Chi decide — un cliente, un committente, una commissione — non ha accesso al tuo talento: ha accesso a quello che riesce a percepire di te in pochi minuti. Il talento diventa opportunità quando smette di essere un contenuto privato. La sintesi dell'intervento è qui.

Se stai pensando di chiamarmi

Faccio tre cose, e tra loro cambiano molto. Un intervento di sessanta o novanta minuti dentro un evento, quando serve spostare il modo in cui una sala guarda un problema. Una formazione di una o più giornate dentro una struttura, con esercitazioni e follow-up. Un percorso lungo per un team, quando il punto non è la giornata ma quello che resta nei mesi successivi.

Quello che non faccio è arrivare con le stesse slide. Esempi, linguaggio e strumenti cambiano completamente se in sala ci sono infermieri di notte, avvocati o un comitato di direzione.