Giorno 1
I tuoi segnali.
Riconosci come si presenta la tua allerta nel corpo, nell'umore, nei pensieri e nei gesti, misuri da dove parti, scrivi la meta e ritrovi una sera in cui hai staccato davvero.
- Missione
- Rispondi allo screening, misura da dove parti, riconosci i tuoi segnali nei quattro canali e scrivi la meta con la data.
- Dose minima
- Rispondi allo screening, scrivi la misura del giorno 1 e un segnale per canale, fai almeno una volta il termometro. Meta, criteri e risorsa li completi domani, al posto del richiamo. Non raddoppi nulla: domani fai il giorno 2.
- Missione bonus
- Chiedi a una persona che ti conosce bene: «Da che cosa capisci che sono sotto pressione?» Scrivi la risposta nel Compito 1, nel canale giusto, accanto ai segnali che hai già.
Prima di iniziare
Apri il Compito 1 e rispondi alle domande sì/no in cima. Servono a capire se le pratiche di respiro, dal giorno 3, vanno fatte nella versione leggera, o se questo non è il momento giusto per il percorso. Poi telefono in silenzioso. Pensa a ieri sera: a che ora hai finito di lavorare, e a che ora la testa ha smesso davvero di tornarci?
Perché · 4 minuti
L'allerta è una risposta utile. Prima di una scadenza il battito accelera, l'attenzione si stringe, il corpo si prepara. Il guaio comincia quando resta accesa anche dopo: a cena, a letto, la domenica. A quel punto non ti prepara più a niente. Ti consuma.
Di solito ce ne accorgiamo tardi, quando è già a 8 su 10: la risposta brusca, la notte che si spezza, la sera che se ne va davanti alla posta. Ma l'allerta parla molto prima, in quattro canali.
| Canale | Come si presenta, per esempio |
|---|---|
| Il corpo | Mascella serrata, spalle verso le orecchie, respiro alto e corto, stomaco chiuso, mani che stringono |
| L'umore | Irritazione per poco, impazienza, un fondo di ansia, poca voglia di vedere persone |
| Il pensiero | La testa che corre avanti, le conversazioni rifatte, «non ce la faccio», «devo ancora…» |
| Il comportamento | Controllare la posta senza motivo, mangiare in piedi, parlare più veloce, rimandare il sonno |
Oggi non cambi niente: impari a vedere. Ciò che vedi presto puoi abbassarlo prima che decida per te. Lo strumento è il termometro dell'allerta: un numero da 0 a 10, con il segnale che te lo dice.
| Termometro | Che cosa vuol dire, di solito |
|---|---|
| 0–2 | Riposo: corpo e testa non stanno aspettando niente |
| 3–4 | Attivazione utile: sei sul pezzo, e scegli tu |
| 5–6 | La tensione si sente e comincia a decidere qualcosa al posto tuo |
| 7–8 | Reagisci più che scegliere; i muscoli tirano |
| 9–10 | Difficile pensare: conta solo far scendere il numero |
Poi la direzione, su tre livelli: la meta, dove vuoi arrivare in 4–12 settimane, scritta come un fatto che si vede; il traguardo dei 7 giorni, uguale per tutti; la pratica di ogni giorno, la pausa di regolazione, che cominci il giorno 3. Infine una risorsa: una sera in cui hai staccato davvero. Ciò che c'era allora si può ritrovare.
L'allenamento · 9 minuti
Scrivi tutto nel Compito 1.
- La misura del giorno 1 (2 minuti). D'istinto, senza correggere. Il recupero di stamattina al risveglio, da 0 a 10, a memoria; da domani lo scrivi appena ti svegli, prima del telefono. Le tre domande, da 0 a 10: quanto mi irrito per poco · quanto riesco a staccare la sera · quanta fiducia ho di abbassare la tensione quando sale. Infine ieri sera: quanti minuti, dalla fine del lavoro, prima che la testa smettesse di tornarci? Una stima va bene. Il giorno 7 rifai le stesse domande.
- I tuoi segnali d'allerta (2 minuti). Nella tabella dei quattro canali del Compito 1 segna quelli che riconosci nelle ultime due settimane e aggiungi i tuoi, con le tue parole. Un segnale buono si vede o si sente: «la mascella si chiude», non «stress». Per ogni canale cerchia il più frequente.
- La meta (2 minuti). «Entro il [data], [un fatto che si vede].» Tre esempi: «la sera stacco entro 30 minuti dalla fine del lavoro, almeno 5 sere su 7»; «nel weekend non controllo la posta di lavoro»; «il recupero al risveglio passa da 4 a 7 su 10». Se scegli un numero come il recupero, che non dipende solo da te, affiancagli un gesto che dipende da te: «…e faccio il rituale di fine giornata 5 sere su 7». Poi chiediti come lo saprai, e scrivi in una riga perché ti importa: per che cosa, o per chi, vuoi più energia la sera? Spunta i criteri nel Compito 1: dipende da me · si vede quando è fatto · ha una data · conta per me · è della misura giusta.
- Il traguardo dei 7 giorni (30 secondi). Copialo nel Compito 1: il kit di tre pratiche provato e scelto; la pausa di regolazione ogni giorno dal giorno 3; il rituale di fine giornata la sera del giorno 7; il primo segnale riconosciuto e scritto. È uguale per tutti: il lavoro è renderlo tuo.
- Le tue risorse: una sera in cui hai staccato davvero (2 minuti). Anche lontana, anche breve: una cena, un viaggio, una domenica qualunque. Segui il riquadro, poi scrivi: quando era · che cosa c'era (luogo, persone, che cosa avevi fatto nell'ora prima) · dov'era il lavoro (il telefono, la posta, i pensieri) · che cosa sentivi nel corpo · il gesto che ha segnato il passaggio · una parola che riassume quella sera.
Fatto bene vuol dire: nel Compito 1 ci sono le risposte sì/no, la misura del giorno 1 completa, un segnale per canale, la meta con la data e i criteri spuntati, il perché, il traguardo, la sera-risorsa con il suo gesto e la sua parola; stasera, tre righe del termometro e i minuti per staccare. Il gesto e la parola della risorsa tornano il giorno 7, quando costruisci il rituale.
Il termometro dell'allerta, tre volte
Durante la giornata, tre volte, trenta secondi: per esempio a metà mattina, a metà pomeriggio e mezz'ora dopo la fine del lavoro. Scrivi nella tabella del termometro del Compito 1 il numero, il segnale e che cosa stava succedendo. Una riga scritta male è comunque un dato.
Stasera, prima di dormire, un minuto: quanti minuti ti sono serviti oggi per staccare, dalla fine del lavoro?
Un esempio, tre vite
Tre percorsi completi, dall'inizio alla fine, con altre tre persone, sono tra gli attrezzi: «Tre settimane in tre vite».
Ufficio. Chiara, avvocata in uno studio associato. Segnali: mascella serrata dopo le 17, a casa risponde a monosillabi, «devo ancora rispondere a Rossi», la posta riaperta alle 23. Recupero 4; ieri, 120 minuti per staccare. Meta: «Entro il 31 gennaio la posta si chiude alle 20 e stacco entro 30 minuti, 5 sere su 7». Risorsa: una sera d'agosto al lago, il telefono rimasto in macchina. Parola: «Lago».
Casa. Matteo, grafico in proprio, due figli di 3 e 6 anni. Segnali: irritazione per i giochi sul pavimento, mangia in piedi, guarda la chat dei clienti durante il bagnetto. Recupero 5, irritazione 8. Meta: «Entro fine febbraio, nel weekend non apro la posta di lavoro, e il venerdì chiudo il computer alle 18:30». Risorsa: una domenica in bici con il figlio grande, il telefono a casa. Parola: «Pedalare».
Turni. Sonia, fisioterapista a turni in una clinica. Segnali: spalle alte, rifà in testa le sedute mentre guida, il giorno libero dorme fino a tardi e si alza comunque senza energia. Recupero 3 dopo il turno del pomeriggio. Meta: «Entro 8 settimane faccio il rituale prima di entrare in casa 4 sere su 5, e nei giorni dopo il turno del pomeriggio il recupero sale da 3 a 6». Risorsa: la sera dopo la piscina. Parola: «Acqua».
Se ti succede che…
- Non senti nessun segnale nel corpo. Succede spesso a chi ha imparato a reggere: il corpo parla, ma a volume basso. Parti dal comportamento, che si vede da fuori (che cosa fai con il telefono, come mangi, come parli), e chiediti: in quel momento, che cosa facevano le spalle?
- Le immagini non arrivano. Non serve vederla: scrivi i fatti di quella sera, uno per riga, al presente. Se il corpo dice poco, scrivi che cosa facevi con le mani.
- Ti riconosci in tutti i segnali. Scegline uno per canale, il più frequente di questa settimana. Il lavoro è la precisione, non l'elenco.
- Il recupero di stamattina non lo ricordi. Scrivi la tua stima migliore e segna «a memoria». Da domani lo scrivi al risveglio.
- La meta ti sembra troppo grande. Tienila, e guarda il traguardo dei 7 giorni: è piccolo per costruzione. La meta può sembrare lontana; i sette giorni no.
- Non trovi una sera in cui hai staccato. Abbassa l'asticella: un'ora, non una sera. Un viaggio in treno senza rete, una partita, una cena in cui il telefono è rimasto in tasca. Le eccezioni ci sono quasi sempre: di solito le archiviamo come «normali».
Il piano · 2 minuti
- Tre promemoria per il termometro, oggi e domani, con il testo «Termometro: quanto, quale segnale?».
- Il numero di domattina. Un biglietto sul comodino, o un promemoria sulla sveglia: «Recupero 0–10, prima del telefono».
- Il momento della lezione. Scegli quando leggerai le prossime lezioni, se puoi sempre alla stessa ora, e mettilo in agenda per sei giorni.
- Il registro delle prove di progresso. Stasera la prima riga, con la data: una prova piccola e vera che ti stai muovendo. Per esempio: «Giorno 1 · alle 15 il termometro era a 6, e ho scritto il segnale.»
- Verso il traguardo. Rileggi meta e traguardo una volta, a voce alta.
Che cosa noti di te
Scrivi una risposta nel Compito 1, in «Che cosa ho notato di come funziono».
- Quale dei quattro canali ti avvisa per primo, e quale ascolti per ultimo?
- Nella tua sera-risorsa, che cosa c'era che nelle sere di adesso manca?
- Il numero più alto di oggi: che cosa stava succedendo un attimo prima?
Fin qui il giorno 1.
Gli altri sei giorni, il Compito con la risposta della tutor e le tre settimane sono nel percorso.
Sei in lista: ti scriviamo quando apre.
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