Giorno 1
Lo schema.
Scegli lo schema su cui lavorare e lo guardi in un episodio recente, scomposto in sei anelli. Poi misuri da dove parti, scrivi la meta e ritrovi le volte in cui lo schema non ha deciso.
- Missione
- Scrivi la catena di un episodio recente e lieve del tuo schema, in sei anelli, dall'innesco al costo dopo.
- Dose minima
- Lo screening, la misura del giorno 1 e lo schema in una riga. La catena, la meta e le eccezioni le completi domani, al posto del richiamo. Stasera il tracker. Non raddoppi nulla: domani fai il giorno 2.
- Missione bonus
- Facoltativa, 5 minuti: una seconda eccezione, in un'altra area della vita, il lavoro, i soldi, la casa. Scrivila nel Compito 1 sotto la prima: quando, il primo gesto, la parola. Il giorno 6 avrai più scelta per l'ancora.
Prima di iniziare
Se non l'hai già fatto, apri il Compito 1 e rispondi in cima allo screening sì/no; se il profilo «Come funzioni» non è ancora compilato, compilalo adesso, una volta sola. Lo screening ti dice se qualche esercizio va fatto in una versione più leggera, o se questo non è il momento per il percorso. «Come funzioni» ti indica da quale variante partire negli esercizi. Poi telefono in silenzioso, e una domanda per scaldare: l'ultima volta che hai rimandato, ceduto o fatto un passo indietro proprio dove contava, che cosa hai fatto subito dopo?
Perché · 5 minuti
Uno schema è una risposta appresa che, in un momento preciso, ricrea lo stesso risultato. Non riguarda tutta la persona: riguarda un punto. Fuori da quel punto funzioni. Dentro, la stessa mossa parte da sola: la mail che resta in bozza, il sì detto prima di pensare, il progetto che riparte da capo.
Se fosse una questione di volontà, sapere basterebbe. Ma lo schema non si ripete perché non sai che cosa fare. Si ripete perché, nel breve termine, funziona: dà un sollievo subito. Il conto arriva dopo, lontano dal momento in cui hai scelto. E una risposta che dà sollievo subito tende a ripetersi: così, senza deciderlo, la alleni.
Per questo oggi non cambi niente: guardi. Guardi un episodio solo, recente e lieve, scomposto in una catena di sei anelli.
- L'innesco. Che cosa succede, come lo filmerebbe una telecamera.
- La frase che parte. Le parole esatte che ti passano in testa.
- Che cosa senti. Un'emozione, e dove la senti.
- La vecchia risposta. Che cosa fai.
- Il sollievo subito. Che cosa si allenta, e in quanto tempo.
- Il costo dopo. Che cosa paghi, e quando.
Scritto così, lo schema smette di essere «io sono così» e diventa una sequenza. In una sequenza c'è un punto in cui si può scegliere. Ed è appresa: quindi si aggiorna.
Poi la direzione, su tre livelli: la meta, dove vuoi arrivare in 4–12 settimane, proprio dove lo schema frena; il traguardo dei 7 giorni, uguale per tutti; la pratica di ogni giorno, che oggi è soltanto vedere. Infine le eccezioni: le volte in cui, nello stesso tipo di momento, lo schema non ha deciso. Ci sono quasi sempre. Di solito le archiviamo come un caso, e invece dicono che cosa ti serve.
L'allenamento · 11 minuti
Scrivi tutto nel Compito 1.
- La misura del giorno 1 (2 minuti). D'istinto, senza correggere, da 0 a 10: quanto spesso, negli ultimi 7 giorni, lo schema ha deciso al posto mio · quanto mi accorgo del momento di scatto mentre succede · quanta fiducia ho di fare la risposta nuova in quel momento · quanto mi critico quando lo schema riparte. La risposta nuova la scrivi il giorno 5: oggi pensa alla cosa che conta, quella che lo schema ti fa rimandare. Nell'ultima domanda scendere è un buon segno. Poi una stima della settimana scorsa: quante occasioni ci sono state, e quante volte hai fatto la cosa che conta. Il giorno 7 rifai le stesse domande.
- Lo schema, uno (1 minuto). In una frase: «Quando [la situazione], io [che cosa fai di solito], e il risultato è [che cosa succede dopo].» Per esempio: «Quando devo chiedere un appuntamento importante, io rimando e passo ad altro, e il risultato è che si decide senza di me.» Se ne vedi tre, scegli quello che nelle prossime settimane ti costa di più e che riesci a guardare senza che pesi troppo.
- L'episodio e la catena (3 minuti). Lavori su un episodio che, se lo ricordi, pesa al massimo 4 su 10. Se durante un esercizio l'intensità supera 6, ti fermi: Ferma · Orienta · Rientra. È una regola di lavoro del percorso, non un dato della ricerca, e vale in tutti gli esercizi. Scegli un episodio degli ultimi giorni, non il più grave dell'anno, e compila le sei colonne della catena. Frasi brevi, fatti.
- La meta (2 minuti). «Entro il [data], [un fatto che si vede].» Tre esempi: «ho mandato il preventivo a prezzo pieno a tre clienti»; «la tesi è consegnata»; «in casa parliamo di soldi una volta al mese, e io resto al tavolo fino alla fine». Poi chiediti come lo saprai, e scrivi in una riga perché ti importa: per che cosa, o per chi. Spunta i criteri nel Compito 1: dipende da me · si vede quando è fatto · ha una data · conta per me · è della misura giusta.
- Il traguardo dei 7 giorni (30 secondi). Copialo nel Compito 1: lo schema scritto, con la sua catena · il momento di scatto, riconoscibile · la risposta nuova, provata in immaginazione · l'ancora, allenata · la prova reale entro il giorno 7, misurata. È uguale per tutti: il lavoro è renderlo tuo.
- Le eccezioni (2 minuti). Una volta, anche piccola, in cui nello stesso tipo di momento lo schema non ha deciso. Segui il riquadro, poi scrivi: quando era · che cosa c'era intorno · il primo gesto che hai fatto · che cosa ti dicevi · una parola che riassume quella volta. Il giorno 6 da qui nasce la tua ancora.
- Recupera (1 minuto). Piedi a terra, tre cose che vedi nella stanza, un'espirazione lunga. Poi una riga nel Compito 1, scritta come la scriveresti a una persona cara: «Ho guardato una cosa che di solito evito di guardare.»
Le varianti
Parti da quella che corrisponde alle tue risposte a «Come funzioni». Le altre restano lì, se servono.
- Se le immagini sono deboli. Non serve rivedere l'eccezione. Scrivi i fatti, uno per riga, al presente: «Sono in magazzino. Prendo il telefono. Chiamo.» Se hai una foto, un messaggio o un oggetto di quel giorno, guardalo mentre scrivi.
- Se ti aiutano le parole. Racconta l'eccezione a bassa voce, in tre frasi al presente, poi scegli la parola che la riassume. Per la catena, scrivi l'episodio come un breve dialogo.
- Se senti poco il corpo. Nel terzo anello, «che cosa senti» può diventare «che cosa fanno le mani, la voce, il telefono». Un gesto vale quanto una sensazione.
- Se ti aiuta il movimento. Mentre ricordi l'eccezione, rifai in piccolo il primo gesto di quella volta: alzarti, prendere il telefono, aprire il quaderno. Poi scrivi.
Fatto bene vuol dire: il profilo «Come funzioni» è compilato; nel Compito 1 ci sono le risposte allo screening, la misura del giorno 1 completa, lo schema in una frase, una catena con sei anelli su un episodio che pesa al massimo 4, la meta con la data e i criteri spuntati, il perché, il traguardo, un'eccezione con il suo gesto e la sua parola; stasera la prima riga del tracker.
Il tracker, da stasera
Ogni sera, 30 secondi, nella tabella in fondo al compito: le occasioni, cioè quante volte è arrivato il momento in cui lo schema scatta · visto in tempo, sì o no · la spinta più alta verso la vecchia risposta, da 0 a 10 · la risposta nuova, sì, in parte o no · le ripetizioni dell'ancora, dal giorno 6 · una riga. Nei giorni 1 e 2 «sì» vuol dire che hai fatto la cosa che conta, «in parte» che hai visto il momento e hai esitato prima della solita mossa, «no» che ha deciso lo schema. «No» è un dato, non una colpa: per ora la pratica è vedere.
Un esempio, tre vite
Tre percorsi completi, dall'inizio alla fine, con altre tre persone, sono tra gli attrezzi: «Tre settimane in tre vite».
Lavoro. Irene, 44 anni, responsabile amministrativa in un'azienda di logistica. Schema: «Quando devo chiedere un appuntamento importante al direttore, io rimando e passo ad altro, e il risultato è che si decide senza di me». Episodio, 3 su 10, martedì alle 9:10. Catena: la mail nuova aperta, la riga vuota · «Lo faccio meglio quando avrò la testa libera» · un nodo allo stomaco · chiude la mail e apre i report · il nodo si scioglie in dieci secondi · la sera ci ripensa a letto, e le valutazioni dell'anno sono state fissate senza di lei. Misura: 8, 3, 3, 7; occasioni 6, cosa che conta fatta 1. Meta: «Entro il 20 dicembre ho chiesto e fatto il colloquio con il direttore sul ruolo di responsabile di area». Eccezione: la volta in cui ha chiamato subito un fornitore per un errore grave, in piedi, in magazzino. Parola: «Squadra».
Studio. Simone, 31 anni, sviluppatore, prepara una certificazione professionale. Schema: «Quando il programma arriva a metà, io trovo un metodo migliore e ricomincio, e il risultato è che i capitoli finiti sono sempre gli stessi». Episodio, 2 su 10, domenica alle 16. Catena: gli esercizi del capitolo 6, tutti uguali · «Questo corso nuovo è la strada giusta» · entusiasmo, e sotto un po' di noia · compra un altro corso e rifà il piano di studio · l'energia di ripartire · terzo piano in quattro mesi, e i capitoli finiti sono sempre i primi cinque. Misura: 7, 3, 4, 5; occasioni 4, fatta 1. Meta: «Entro il 15 gennaio finisco il manuale che ho e faccio una simulazione completa a tempo». Eccezione: il corso d'inglese finito l'anno scorso, con l'esame pagato e la data in calendario. Parola: «Data».
Vita personale. Bruno, 52 anni, tecnico manutentore, vive con la compagna. Schema: «Quando in casa si parla di soldi, io alla solita frase chiudo e me ne vado, e il risultato è che decide lei, e io poi mi lamento». Episodio, 4 su 10, sabato mattina in cucina. Catena: lei apre l'app della banca, «Hai visto quanto abbiamo speso?» · «Finisce sempre così» · calore al collo, irritazione · «Allora decidi tu», e va in garage · la discussione finisce · il pranzo in silenzio, e il mutuo da rinegoziare fermo da tre mesi. Misura: 8, 5, 3, 6; occasioni 3, fatta 0. Meta: «Entro fine gennaio, una volta al mese, venti minuti sul bilancio di casa, al tavolo, e io resto fino alla fine». Eccezione: la sera in cui hanno scelto la scuola della figlia; lui aveva due domande scritte su un foglio. Parola: «Foglio».
Se ti succede che…
- Gli schemi sono tre, o cinque. Spesso sono lo stesso schema in aree diverse. Scegli quello che ti costa di più adesso: nella settimana 3 lo porterai in una seconda area.
- Non trovi un episodio lieve. Abbassa la posta: non la trattativa dell'anno, la mail di martedì. Se ogni episodio pesa più di 4, è un'informazione importante: scrivilo nella domanda per la tutor e rileggi lo screening.
- Mentre scrivi la catena, ti giudichi. Scrivi il giudizio nella colonna della frase che parte: spesso è proprio lei.
- Non trovi eccezioni. Abbassa l'asticella: una volta in parte, una volta in cui hai rimandato di un'ora e non di una settimana. Oppure guarda un'altra area: chi rimanda le proprie richieste a volte chiama subito per gli altri.
- La meta dipende da altre persone. Spostala sulla tua mossa: non «il direttore mi dà il ruolo», ma «ho chiesto e fatto il colloquio».
Il piano · 3 minuti
- Il momento della lezione. In agenda per sei giorni, alla stessa ora se puoi; per i giorni 5, 6 e 7 tieni mezz'ora.
- Lo schema dove lo vedi. La riga dello schema in una nota sul telefono o su un foglietto. Da oggi, quando scatta, prova solo a vederlo mentre succede.
- Il tracker stasera, 30 secondi, anche con «0 occasioni».
- Il registro delle prove di progresso. La prima riga, con la data: una prova piccola e vera che ti stai muovendo. «Giorno 1 · ho scritto la catena di martedì, compreso il costo.»
- Verso il traguardo. Rileggi meta e traguardo una volta, a voce bassa.
Che cosa noti di te
Scrivi una risposta nel Compito 1, in «Che cosa ho notato di come funziono».
- Quale anello della catena è stato più difficile da scrivere?
- Nell'eccezione, che cosa c'era che nel momento dello schema di solito manca?
- Quando pensi al tuo schema, ti parli con il tono che useresti con una persona cara?
Fin qui il giorno 1.
Gli altri sei giorni, il Compito con la risposta della tutor e le tre settimane sono nel percorso.